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Frutto ricco di vitamina A e B, dal sapore dolce e leggermente acidulo, il melograno è anche un ottimo rinfrescante e diuretico.
Le ricerche condotte dal biochimico Michael Aviram presso il Lipid Research Laboratory del Medical Center Rambam di Haifa, in Israele, hanno confermato che il melograno ha proprietà terapeutiche e anche antitumorali, perché è ricco di flavonoidi, antiossidanti che proteggono il cuore e le arterie.
Il succo di melograno contro il cancro alla prostata
Il melograno ritarda o previene la necessità di altre terapie per cancro alla prostata. Un piccolo studio, condotto presso il Jonsson Cancer Center della University of California Los Angeles, ha scoperto che bere ogni giorno un bicchiere di succo di melograno contribuirebbe a rallentare la crescita e la diffusione del cancro della prostata nel corpo.Il lavoro è stato pubblicato sulla rivista Clinical Cancer Research e ha coinvolto 50 uomini che erano già stati sottoposti ad un intervento chirurgico o ad un ciclo di radioterapia. Ogni paziente doveva bere 8 once (28,41 ml) di succo al giorno. Il parametro tenuto sotto controllo è stato la concentrazione del PSA (antigene prostatico specifico), una proteina che segnala la presenza del cancro alla prostata, ed il tempo necessario a raddoppiarlo. Più è corto questo tempo, più corta è l’aspettativa di vita del paziente. Con il trattamento, il tempo necessario a raddoppiare la concentrazione è passato da 15 a 54 mesi in media.
Il succo melograno sarebbe in grado di prevenire alcune forme di tumore al seno. Il merito sarebbe di sostanze naturali, gli ellagitannini, capaci di mettere ordine nello squilibrio ormonale femminile, di contrastare il meccanismo che genera la sovrabbondanza di estrogeni, l’aromatasi, e di arginare la proliferazione di cellule cancerogene sui tessuti del seno, secondo uno studio di Powel Browm dell’Università del Texas.
Ulteriori ricerche hanno dimostrato che il suo succo ha effetti positivi sui tumori della pelle, dei polmoni, sui sintomi della menopausa, sulle ulcere ed anche sui virus della famiglia degli herpes. In più, il succo del melograno riduce i livelli di colesterolo nel sangue e previene l’ostruzione dei vasi sanguigni, diminuendo il rischio di infarti ed ictus. Ne basterebbero 50 millilitri al giorno per assicurare un effetto protettivo.

Il mirtillo è un frutto benefico per curare diabete e obesità. La scoperta è stata riportata sull’International Journal of Obesity e secondo gli studiosi, il componente di antiobesità e antidiabete, proviene da un batterio biotrasformato estratto dalla buccia del frutto di mirtillo.
Questo frutto contiene sostanze importanti come: il tannino, glucosidi flavonoidi e glucochina, sostanze che abbassano gli zuccheri nel sangue e consentono di ridurre le dosi dei farmaci orali e quelli di insulina. Ricco di antocianine, utili in caso di miopia o diminuzione della vista dovuti a ipertensione e arteriosclerosi e soprattutto valide nelle persone affette da retinopatia diabetica e opacizzazione del cristallino.
Diabete – Una delle più gravi complicanze del diabete è la retinopatia diabetica e l’opacizzazione del cristallino, esse costituiscono la prima causa di cecità negli individui in età lavorativa. Responsabile di queste alterazioni, unitamente alla generale compromissione microcircolatoria, è l’eccessiva trasformazione del glucosio intracellulare in sorbitolo, capace di provocare danno tissutale per effetto osmotico. Tale danno è tanto più elevato quanto più precocemente è insorto il diabete e si aggrava in presenza di obesità, ipertensione arteriosa, compromissione renale, gravidanza.
Gli antocianosidi del mirtillo posseggono una notevole azione capillaro-protettrice e hanno una forte capacità inibente l’enzima aldosoreduttasi responsabile della trasformazione (riduzione) del glucosio a sorbitolo. Sono dotati inoltre di una ottima tollerabilità che li rende utilizzabili per lunghi periodi senza effetti collaterali.
Disturbi visivi – Il mirtillo cura i disturbi visivi generici, attenua la degenerazione della retina, rallenta la diminuzione della vista. Perch le antocianine del mirtillo agendo sui capillari della retina favoriscono l’irrorazione delle cellule sensibili alla luce permettendo un pi facile adattamento alle situazioni di scarsa luce.


